Università Cattolica del Sacro Cuore

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Comunicazione per l'impresa, i media e le organizzazioni complesse

Il Corso di Studi in Comunicazione per l’Impresa i Media e le Organizzazioni Complesse (CIMO) individua una serie d’indicazioni per la preparazione della tesi della Laurea Magistrale.

I criteri che seguono rappresentano delle linee guida e verranno impiegati da ciascun docente in base alle specificità della materia.

1. Tipologie di tesi

La tesi si configura elettivamente come un percorso di ricerca empirico e applicativo.

Essa deve prevedere un’adeguata ricognizione della letteratura sul tema, con particolare attenzione agli sviluppi più recenti del dibattito; la messa a fuoco di una domanda di ricerca; l’individuazione delle metodologie di ricerca più adeguate al problema individuato e la loro applicazione a un campione costruito secondo criteri scientifici, di rappresentatività quantitativa o qualitativa. La tesi si dovrà concludere con un’interpretazione dei risultati empirici alla luce dello stato delle conoscenze sul tema.

La tesi magistrale che include il solo caso empirico descrittivo non rappresenta un contenuto adeguato. Il caso empirico va collocato all’interno di un dibattito teorico; se ne deve dimostrare la salienza nello scenario di riferimento, attraverso un’opportuna analisi preliminare che ne metta in luce l’esemplarità rispetto a un cluster o a una tendenza; i risultati dell’analisi vanno commisurati all’esemplarità del caso stesso.

E’ prevista la possibilità di svolgere tesi teoriche se esercitate su tematiche poco esplorate o per le quali la letteratura di riferimento risulti particolarmente frammentata e dispersa. Tali lavori devono prevedere un appropriato uso delle fonti di letteratura scientifica e degli strumenti filologici e metodologici di ricerca. Il candidato dovrà mostrare adeguata capacità di selezione delle conoscenze; ricorso selettivo alle fonti e definizione originale e perspicua dello stato dell’arte sui temi oggetti della tesi; evidenziando anche eventuali vuoti di ricerca.

La tesi magistrale può utilmente essere realizzata in sinergia con le attività di stage e tirocinio curriculare o con programmi  di studio all’estero svolti durante il percorso di laurea magistrale.

2. Valutazione del contributo

La tesi magistrale viene valutata in base:

  • chiara formulazione delle domande di ricerca e loro salienza rispetto al dibattito;
  • capacità di sviluppo autonomo del percorso di ricerca;
  • un’articolazione dell’elaborato che evidenzi a) utilizzo corretto delle fonti b) adeguato approccio metodologico alla ricerca c) solidità delle argomentazioni d) capacità di leggere i risultati ottenuti al fine di produrre un contributo conoscitivo scientificamente valido e utile alla progressione delle conoscenze;
  • presentazione efficace dei risultati della tesi in sede di esame di laurea.

3. Valutazione tesi

Il lavoro di tesi magistrale conferisce allo studente 14 CFU e verrà valutato in scala da 0 a 7+1 punti, come segue:

  • Da 0 a 2 punti: tesi descrittiva e riassuntiva di un tema, che non mostra aspetti apprezzabili di originalità e interpretazione personale;
  • Da 3 a 4 punti: tesi che ha raggiunto parzialmente gli obiettivi prefissati, ma dove la dimensione descrittiva e riassuntiva risulta ancora prevalente;
  • Da 5 a 6 punti: tesi di buon livello che ha raggiunto gli obiettivi prefissati, e che ha fatto prevalere sforzi interpretativi e di commento fondato e originale;
  • 7 punti: ottima tesi di ricerca, che presenta tutti i caratteri del lavoro scientifico: originalità, padronanza della letteratura, adeguatezza della metodologia utilizzata, significatività dei risultati e interpretazione degli stessi.
  • 7+1: tesi di ricerca eccellente che, oltre ad avere tutti i caratteri del lavoro scientifico, si distingue per aver eccelso in uno o più degli aspetti di cui sopra.

Nel caso di proposte di punteggio del tipo 7+1, la Commissione di Laurea in sede di discussione può decidere all’unanimità l’assegnazione della lode. L’attribuzione della lode non può quindi dipendere solo dal curriculum studi e relativa media conseguita.

4. Discussione di tesi

La discussione dura di norma 15 minuti. L’efficacia della presentazione della tesi e la capacità del candidato di giustificare il percorso di ricerca contribuiscono alla valutazione finale (cfr. punto 2)

5. Lingua della tesi

La tesi può essere redatta anche in lingua diversa da quella italiana. Per quanto concerne la discussione, è necessario che il relatore verifichi con il presidente della commissione che si possa procedere con l’utilizzo della lingua in cui è stata redatta la tesi.

6. Deposito dell’argomento della tesi

Il deposito dell’argomento della tesi avviene, indicativamente, 6 mesi prima della presunta data d’esame di laurea. Il candidato deve concordare l’argomento con un docente titolare di uno degli insegnamenti del Corso di Studio, che diventerà il relatore della tesi. Sono possibili cotutele con docenti di altri Atenei e con i docenti titolari dei seminari del Corso di Studio: essi figureranno come correlatori della tesi. Nel caso di cotutele il docente relatore deve dare comunicazione al coordinatore del Corso di Studio che provvederà a fare richiesta di autorizzazione presso il Preside di Facoltà.

Le scadenze del deposito dell’argomento di tesi sono definiti dal Polo Studenti e pubblicate sul sito dell’Università nella pagina della Facoltà.

7. Presentazione domanda di laurea

La domanda di laurea deve essere presentata indicativamente 45 giorni dalla data presunta dell’esame di laurea; il candidato è tenuto a contattare il proprio docente relatore per farsi firmare la domanda di laurea. La domanda di laurea può essere presentata solo a fronte di un lavoro di ricerca e di stesura in fase già avanzata. Le scadenze  di presentazione della domanda di laurea sono decise dal Polo Studenti e pubblicate sul sito dell’Università nella pagina della Facoltà.

8. Mancata conclusione dell’elaborato di laurea

Lo studente che non riesca a terminare l’elaborato di tesi magistrale nei tempi previsti, è tenuto a darne immediata comunicazione al docente relatore e al Polo Studenti. La domanda di laurea è specifica per una singola sessione, in caso di suo annullamento lo studente è tenuto a ripresentarne un’altra nei termini previsti e pubblicati sul sito dell’Università nella pagina della Facoltà.

  1. Come si affronta il capitolo teorico?

    Il/i capitolo/i teorici della tesi magistrale poggiano sulla letteratura “classica” (manuali, testi fondamentali di riferimento), che si presume lo studente possegga (e se non è così, deve consolidare preventivamente), ma in esso deve trovare spazio primariamente il dibattito recente, con riferimento in particolare agli ultimi cinque-dieci anni.
     
  2. Dove si trovano le fonti per costruire il/i capitolo/i teorico/i?

    La Biblioteca e le sue risorse elettroniche sono il primo e fondamentale punto di riferimento. Una buona ricerca parte da una ricognizione esaustiva delle fonti bibliografiche, attraverso l’uso del metamotore di ricerca Encore o attraverso l’uso di motori di ricerca più specifici indicati dal relatore.
     
  3. Quali fonti sono eleggibili ai fini della stesura del capitolo teorico?

    La capacità dello studente di discernere le fonti è un elemento di valutazione del lavoro di tesi. Sono fonti scientifiche saggi o testi pubblicati su riviste riconosciute dalla comunità scientifica di riferimento; wikipedia non è una fonte scientifica, ma è una fonte utile se l’obiettivo è quello di dare conto dell’opinione diffusa o della ‘vulgata’ su un certo tema o argomento. 
     
  4. Come gestisco i materiali bibliografici una volta che li ho raccolti?

    Il modo migliore per procedere è repertoriare i documenti (in formato elettronico o cartaceo). Per le ricerche sulle banche dati (cfr. punto 2) si consiglia di annotare in una tabella i motori di ricerca utilizzati, le keyword inserite, il numero di risultati ottenuti e il numero di saggio/testi pertinenti al tema della tesi e selezionati. Tale tabella (che prova l’ampiezza del lavoro di ricerca teorico condotto dallo studente) può opportunamente trovare spazio nell’appendice della tesi.
     
  5. Come gestisco i materiali bibliografici una volta che li ho racconti / 2?

    Una volta raccolto il materiale bibliografico è utile procedere alla stesura di brevi schede, annotando i temi e gli aspetti più rilevanti ai fini della ricerca che si sta conducendo e stralciando le citazioni esemplari, che potranno poi essere richiamate nella tesi.

    Attenzione: copiare porzioni di testo senza dichiararlo è plagio. Plagiare è un reato che invalida la tesi.
     
  6. Ho moltissime fonti, come le tratto nel capitolo teorico?

    Il capitolo teorico deve restituire lo stato del dibattito sull’argomento della tesi e mostrare la capacità dello studente di dominarlo. Dal capitolo teorico devono emergere: i temi/aspetti dell’argomento che sono più trattati; quelli che sono meno trattati o assenti nel dibattito scientifico; per ogni tema argomento (tranne per gli assenti J), va ricostruito il dibattito: quello che i diversi autori dicono, con attenzione a far emergere sia i punti di contatto, sia la diversità delle prospettive. Il capitolo teorico serve inoltre a fornire le “dimensioni” (leggi anche gli aspetti e i criteri) correntemente usati nell’analisi e nell’interpretazione dell’oggetto/ambito di ricerca e che possono essere opportunamente ripresi nella parte empirico-applicativa della tesi.
     
  7. Come si costruisce il campione per la ricerca empirica?

    Il campione non si costruisce scegliendo pretestuosamente (cioè: come ci fa più comodo!) i casi di studio, ma fissando dei criteri di selezione e raccogliendo tutti i casi che rispondono a tali criteri. Ad esempio. Voglio analizzare quanto e come i social media vengono impiegate dalle aziende italiane. Anzitutto devono restringere il campo! Posso focalizzare l’attenzione su aziende che operano in uno specifico settore, diciamo, il “caffè”. Se anche così il numero è troppo alto, posso introdurre un ulteriore filtro: per esempio le dimensioni dell’azienda, stimabili attraverso le quote di mercato che occupa o altri indicatori. E così via. I criteri che impiego per dimensionare il campione devono essere verificabili, cioè devono fare riferimento a fonti certificate e a dati accertabili.
     
  8. Una volta che ho definito il campione, come procedo?

    Dipende dagli obiettivi della tesi e dai metodi. Una possibilità è quella di procedere in due step.
    - Il primo step è la clusterizzazione del campione. Torniamo all’esempio del punto 7. Diciamo che ho individuato 24 brand di aziende di caffè, visto gli obiettivi della tesi, posso raccogliere tali realtà in gruppi/famiglie facendo riferimento alla loro presenza sul web: quanti spazi social occupano; quanto sono attivi (quanti contenuti le aziende postano mediamente); quanto sono vitali gli ambienti (quanti sono i follower, quanto sono attivi nel rispondere)… Incrociando i dati (anche in questo caso osservabili e accertabili) possono procedere a unire in gruppi i brand che adottano strategie simili.
    - Il secondo step è l’analisi qualitativa. Per ogni gruppo costruito, individuo un caso o più casi, che possono sottoporre a un’analisi più approfondita, utilizzando metodi e strumenti diversi (il relatore vi aiuterà!), per indagare più a fondo il fenomeno.
     
  9. Le tre domande più frequenti (e meno importanti)?

    - Quanto deve essere lunga la tesi magistrale? Il problema non è la lunghezza, ma l’appropriatezza della domanda di ricerca. Se si imposta la tesi come sopra illustrato per sviluppare la domanda di ricerca, definire il campione e condurre l’analisi occorreranno almeno 140 cartelle.
    - Quanti capitoli deve prevedere  la tesi magistrale? Si consiglia di immaginare almeno 4 capitoli, o anche più. I capitoli brevi sono più semplici da gestire e riducono il rischio di perdere il filo, introdurre argomenti inutili, etc.
    - Come si scrivono le note? Come si citano le fonti? Chiedete al vostro relatore. Se non ha preferenze, prendete un qualsiasi volume e attenetevi alle norme editoriali che esso usa. L’importante è riportare le fonti in modo completo e usare un sistema di citazione e di indicazione delle fonti unico per tutto l’arco della tesi.
     
  10. Perché devo impegnarmi nella stesura della tesi?

    La tesi è un importante biglietto da visita con cui ci si presenta nel mondo del lavoro. Una tesi sperimentale, che si cimenta con tematiche strategiche e nuove è un importante driver di promozione e personal branding. La tesi va dunque pensata non come la fine del percorso di studi, ma come l’avvio del proprio percorso lavorativo.
     
  11. E’ utile predisporre una presentazione in power point della tesi?

    Presentare e presentarvi al meglio è una competenza fondamentale per chi si laurea in CIMO. In generale, la presentazione in ppt è utile se si ha qualche cosa da mostrare (grafici, immagini,..). Diversamente è preferibile scegliere altri supporti (es. brochure da distribuire ai membri della commissione). Confrontatevi con il vostro relatore sullo strumento più efficace e opportuno e ricordate: la discussione non è una prova d’esame, ma l’occasione per dare conto di un lavoro che avete svolto e per discuterne con un uditorio attento e interessato.
     
  12. Dove posso trovare il calendario degli esami di laurea?

    Il calendario con gli esami di laurea e alcune info generali sugli espletamenti amministrativi possono essere consultati al seguente link: https://milano.unicatt.it/facolta/lettere-e-filosofia-informazioni-per-gli-studenti-esami-di-laurea . Si ricorda che, per le tesi, CIMO segue il calendario della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Il calendario con gli esami di laurea e alcune info generali sugli espletamenti amministrativi possono essere consultati al seguente link: https://milano.unicatt.it/facolta/lettere-e-filosofia-informazioni-per-gli-studenti-esami-di-laurea. Si ricorda che, per le tesi, CIMO segue il calendario della Facoltà di Lettere e Filosofia.

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