Università Cattolica del Sacro Cuore

Offerta Formativa

Tecniche diagnostiche autoptiche, forensi ed istocitotecnologiche (Pathology assistant 2)

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, per iniziativa dell’Istituto di Anatomia e Istologia Patologica della Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” e del Servizio di Anatomia Patologica Macroscopica della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, istituisce  per l’anno accademico 2018/19 il Master Universitario di secondo livello in “Tecniche diagnostiche autoptiche, forensi ed istocitotecnologiche (Pathology Assistant 2).

Il Master universitario di secondo livello ha la durata di un anno accademico per complessivi 60 crediti, pari a 1500 ore.

Il Master Universitario di secondo livello in Tecniche diagnostiche autoptiche, forensi ed istocitotecnologiche (pathology assistant 2) sviluppa percorsi di elevato approfondimento scientifico e opportunità formative di eccellenza per chi abbia conseguito la laurea specialistica/magistrale o laurea del vecchio ordinamento. L’accesso al Master presuppone il possesso di competenze già maturate in contesti professionali. Lo scopo è quello di fornire un approfondimento teorico-pratico nell’ambito delle Scienze Biomediche e Forensi, applicate alle metodiche di laboratorio, sia in Patologia Umana che in Patologia Veterinaria e di formare professionisti ed esperti nelle tematiche dell’anatomia patologica macroscopica e delle scienze autoptiche. Il corso sarà riservato a quanti vorranno conseguire una più specifica preparazione ed aggiornamento in materie scientifiche legate al campionamento, preparazione e conservazione di campioni chirurgici, nonché all’organizzazione, gestione e innovazione dei vari laboratori afferenti.

Obiettivo finale del Master è la formazione specialistica di personale Pathologist’ Assistant di sala settoria e/o dei laboratori afferenti all’istopatologia (Histocytotecnologist), nell’ambito delle attività di Anatomia e Istologia Patologica, Patologia Forense, Patologia Umana e Veterinaria, attraverso approfondimento delle competenze richieste per la gestione delle attività lavorative.

Il Pathologists’ Assistant (PathA) è una figura professionale altamente qualificata che esegue molteplici compiti sotto la direzione e la supervisione di un anatomopatologo ed è, pertanto, accademicamente e praticamente addestrato a fornire lavorazione accurata e tempestiva di una serie di campioni chirurgici. Il PathA & Histocytotechnologist, è responsabile dell’esame macroscopico, della descrizione dei reperti osservati, della riduzione dei campioni chirurgici; coordina ed esegue correttamente tecniche speciali di campionamento e analisi dei liquidi biologici o di tessuti, come ad esempio nel caso delle biopsie ossee (demineralizzazione) e del tessuto emolinfopoietico; esegue sezioni seriate per l’esame del linfonodo sentinella (tumore della mammella e melanoma), macrosezioni, prelievi per indagini citologiche, microbiologiche, tossicologiche, genetiche, di biologia molecolare; esegue microdissezione laser (Laser Capture Microdissection) e microdissezione manuale; allestisce le sezioni a fresco dei tessuti, per colorazioni isto- ed immunoistochimiche, per microscopia elettronica e per immunofluorescenza; utilizza resine epossidiche (epon, metil-metacrilato), è in grado di acquisire immagini, video e fotografiche, di campioni macro- e microscopici; scannerizza i vetrini istologici e crea un archivio di immagini di telepatologia per permettere la consultazione on-line di casi emblematici da parte di patologici residenti anche in città e nazioni differenti; si occupa di una adeguata archiviazione e smaltimento dei campioni chirurgici e/o di arti amputati; supervisiona il corretto funzionamento e l’avvenuta manutenzione di tutta la strumentazione di laboratorio; prepara conferenze educative; fornisce formazione al personale del laboratorio.

Il PathA esegue i riscontri diagnostici e autopsie giudiziarie (queste ultime in collaborazione con il medico legale) svolgendo in maniera completamente autonoma tutte le fasi che la costituiscono (esame esterno del cadavere, eviscerazione e campionamento degli organi interni) e le tecniche autoptiche caso-specifiche; applica correttamente il Regolamento di Polizia Mortuaria, per le due procedure;  effettua l’espianto di organi da cadavere (ad esempio nel caso di trapianto di cornea e di tessuto muscoloscheletrico, o di tessuto cutaneo per le bio-banche, nel caso di cadaveri da sottoporre a cremazione); si prende cura della strumentazione presente in sala settoria; si occupa di espianto di pacemaker, dispositivi elettromedicali e protesi e di particolari tecniche di conservazione del cadavere, quale la tanatoprassi, la plastinazione di organi e la scheletrizzazione e lo sbiancamento di resti ossei, da destinare ai musei di anatomia-patologica in collaborazione con la paleopatologia ed archeopatologia; usa correttamente i dispositivi di protezione individuale e collettivi nel caso di salme infettive (come in caso di tubercolosi, meningiti ed encefaliti anche prioniche); si occupa della ricomposizione della salma mediante tecniche di tanatoestetica; organizza e coordina Corsi di Cadaver-Lab per le specialità chirurgiche, mediche e professioni sanitarie e corsi di formazione per agenti funebri per l’insegnamento delle normative relative all’Igiene Sanitaria, fornendo una adeguata formazione al personale delle camere mortuarie, obitoriali e cimiteriali.

Molti PathA, inoltre, possono ricoprire ruoli amministrativi e di vigilanza e costituire un’estensione cruciale dell’anatomopatologo nel contesto sanitario, lavorando come collegamento con altri dipartimenti e laboratori e con i clinici (a titolo di esempio: per recuperare l’anamnesi e la storia clinica dettagliata del paziente, per eseguire raggi X su quadrantectomie della mammella, quando si devono ricercare microcalcificazioni, ecc.) al fine di garantire un’assistenza sanitaria di qualità.

Sebbene nella maggior parte dei casi lavori in ospedali universitari e di comunità, il PathA può trovare impiego anche in altri settori, come laboratori di diagnostica privati, di ricerca, di patologia forense, obitori, laboratori di riferimento dei sistemi sanitari nazionali, istituti di patologia veterinaria (Istituto Zoo-profilattico) e centri di Sperimentazione Animali.

Con l'aumento della pressione delle regioni al fine di controllare i costi dell’assistenza sanitaria, la domanda di PathA qualificati è in crescita di anno in anno e, in alcuni paesi stranieri, come in America, la figura del PathA non solo è ben radicata, ma è anche tutelata da diverse associazioni no-profit. Negli stessi paesi esiste un piano di formazione ben standardizzato per il PathA che, solitamente, combina studi accademici intensi con un anno di lavoro pratico sul campo. Il Master  è stato organizzato sulla base delle linee guida presenti in suddetti paesi e mira a proporre gli strumenti per:

  • eseguire correttamente un campionamento a fini diagnostici;
  • eseguire in maniera autonoma riscontri diagnostici e autopsie giudiziarie.
  • riconoscere, descrivere e campionare le lesioni in esame;
  • gestire correttamente le attività  di laboratorio;
  • perfezionare le attività di laboratorio, dalla gestione dei sistemi informativi all’utilizzo dei servizi di supporto generali e tecnici;
  • acquisire, elaborare e trasmettere file, immagini (vetrini digitali) o risultati delle analisi all’interno di una rete di telepatologia per studi istopatologici multicentrici.
  • utilizzare il software in grado di analizzare e dare un valore aggiunto quantitativo e morfometrico alle immagini.

E’ in effetti indispensabile mettere in atto un programma strutturato di formazione universitaria, abbinato a una formazione di servizio, volto ad ottimizzare l’uso della Telemedicina per migliorare la qualità dell’assistenza. La formazione specifica di livello universitario post-laurea andrà progressivamente inserita nei curricula formativi delle professioni sanitarie, nonché nella formazione post laurea. Importante, dipendentemente dalla complessità del servizio, può essere la figura del PthA addetto alla gestione organizzativa dei servizi come Professionista Specialista coinvolto direttamente nella realizzazione di un servizio di Telepatologia.

L’applicazione di avanzate tecnologie informatiche e telematiche in ambito sanitario ha reso possibile la trasmissione a distanza e l’analisi di reperti istocitopatologici.

L’insieme delle procedure proposte durante lo svolgimento del Master affinerà le capacità professionali dei partecipanti in modo da consentire un loro inserimento innovativo nelle procedure analitiche diagnostiche istopatologiche. Con l’esercizio al riconoscimento dei principali quadri macroscopici patologici osservati al tavolo settorio o nei campioni operatori-biopsie, il Pathologists’ Assistant sarà in grado di procedere in modo autonomo alla descrizione ed al campionamento delle lesioni da destinare ad indagini istologiche e speciali.

Al termine del Master sono previste: prova di valutazione  orale sulle materie trattate durante il Master; verifica pratica in sala settoria e/o laboratorio; discussione di una tesi riguardante un argomento specifico tra le materie trattate durante il Master.

Saranno ammessi alla prova finale i candidati che abbiamo frequentato almeno l’80% delle lezioni teoriche e del tirocinio pratico.

A coloro che avranno ultimato il percorso formativo previsto e superate le relative prove di valutazione sarà rilasciato con voto espresso trentesimi un titolo di Master Universitario di secondo livello in Tecniche diagnostiche autoptiche, forensi ed istocitotecnologiche  (Pathology Assistant 2).

Gli iscritti ai Master  saranno esonerati dall'obbligo E.C.M. ai sensi della Circ. Min. Salute n. 448 del 5 marzo 2002 (G.U. n. 110 del 13 maggio  2002).

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